Orchestre per bambini versus “Smartphones”

Probabilmente risulterò “antica”, ma ricordo che il mio primo cellulare mi venne regalato dopo i 17 anni. Parlo di quei cellulari grandi, con lo “snake” come gioco e che non prevedeva promozioni di messaggi o internet. L’unico modo per “comunicare” tramite cellulare consisteva nel fare lo squillo all’amica per poi essere richiamati. Oggi la consuetudine è ben diversa, si regala il telefono ai bambini con la scusa: “se fai tardi mandami un messaggio”, oppure “quando hai finito fammi uno squillo”.

Ma è realmente necessario tutto questo? In passato come si risolvevano questi scomodi problemi di comunicazione? A volte provo ad immaginare come sarebbe stato studiare il pianoforte per me oggi, da donna di questa generazione di “piccoli comunicatorie l’unica conclusione che mi viene è: sarei riuscita a studiarlo con la stessa capacità di concentrazione?

Il pianoforte, come tutti gli strumenti musicali, richiede impegno, concentrazione, attenzione, forza di volontà, passione, carattere e dedizione. Come avrei fatto ad impegnarmi se la mia amica del cuore mi avesse inviato continuamente messaggi su “WhatsApp” per raccontarmi di una nuova “Applicazione” da scaricare? Come avrei fatto a concentrarmi se i miei amici su Facebook avessero ripetutamente pubblicato foto o notizie divertenti? Come avrei rafforzato la mia volontà, il mio carattere e la mia dedizione allo studio se da un lato avessi avuto uno strumento musicale e dall’altro uno smartphone?

Forse non ci si rende davvero conto di quanto sia importante educare, formare le generazioni di oggidi quanto sia necessario donare ai bambini e ai ragazzi uno spirito libero e forte, di quanto sia difficile convivere in una società dove per farsi largo bisogna essere decisi, convinti e preparati, di quanto sia basilare avvicinare i bambini a relazioni fatte di sincerità, emozioni, far ragionare con il cuore, creare e vivere sentimenti intensi. Non basta soltanto la scuola a formare delle generazioni che sappiano portare avanti il mondo in modo coscienzioso e vivo, non basta solo la formazione scolastica a racchiudere in un bambino la conoscenza, non basta solo l’insegnante di scuola a fare accrescere la volontà e l’impegno.

La musica e l’arte aiutano in questo. La musica è fondamentale per lo sviluppo cognitivo ed emotivo di ognuno di noi. Non sono la prima psicoterapeuta-musicista che parla degli effetti costruttivi della musica sulla mente delle persone e non sarò neanche l’ultima, ma anno dopo anno, sempre di più, si nota questo distacco: la superficialità umana ritiene che si possa rinunciare all’arte, alla musica, ma nessuno può più rinunciare agli Smartphone, quindi alle “chats”, a WhatsApp, Instagram, Facebook etc.

A cosa serve dunque regalare uno Smartphone? Cosa succederà se dopo averlo consegnato a nostro figlio, non avrà alcun desiderio se non quello di fotografarsi ed attirare l’attenzione delle persone in modi spesso “pericolosi”, se non riuscirà a costruire nella sua mente e nella sua vita un futuro all’altezza dei propri sogni? Regalando un telefonino, alcune essenziali aspettative saranno racchiuse in quella scatoletta, mentre se abituiamo i nostri ragazzi ad avvicinarsi al vastissimo e colto mondo dell’arte, probabilmente, non sentiranno nemmeno il bisogno di utilizzare il cellulare continuamente, poiché focalizzeranno la loro attenzione su altro, sull’apprendimento di note, colori e sulla gioia del suonare insieme ai propri compagni di corso, piuttosto che condividere solo e soltanto foto o comunicare tramite il linguaggio delle “emoticons”.

Se donate uno strumento musicale, un pennello, una scatola di colori, sarà come aver condiviso qualcosa di vero ed autentico che faccia crescere la curiosità, la creatività e l’intelligenza. Ci sarà sempre il tempo di “rinchiudere i nostri figli in una scatoletta” poiché avranno il tempo di usarla, di diventare tecnologici, di entrare nel mondo della comunicazione globale, ma solo e soltanto una volta che avranno formato un loro carattere, si saranno fatti delle idee proprie ed avranno la forza di portarle avanti anche se alcuni dei loro amici penseranno il contrario.

Donate uno strumento musicale ai bambini, affinché formino la loro sensibilità verso il bello, affinché riescano ad entrare nel mondo reale basato sul contatto, sul parlato, sul “vis-à-vis”, sulle pause tra una parola e l’altra, sulla capacità di formulare un pensiero strutturato e di attenderne una risposta, affinché possano prendere le distanze dall’incessante ritmo del mondo virtuale, ritmo continuo, ripetuto, “senza sosta” e disarmonico. In tal modo riusciranno a comprendere che se da una parte impegno e volontà rappresentano una scala verso un futuro migliore, dall’altra, sognare insieme alla musica consiste in un modo per diventare grandi, un modo davvero originale ed intelligente.

Questo è ciò che mi ha insegnato lo studio del pianoforte: a crescere come persona, a sviluppare fantasia ed immaginazione, a rafforzare incredibilmente la mia memoria, ad essere sensibile e ad aprire il cuore, a non aver paura del giudizio altrui, ad ottenere con tenacia ciò che desidero e a non smettere mai di sognare.

Regaliamo uno strumento musicale ad ogni bambino, giochiamo musicalmente con ciascuno di loro. D’altro canto, smettiamo di regalare Smartphones.

Dott.ssa Nicoletta Filella

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